Le diverse nazionalitÓ presenti fra i prigionieri dell’Asse

(Fonte:Rapporto del Generale Buisson DGPG)

Per arricchire la memoria del passato il gruppo G.A. dell’UniversitÚ du temps Libre de Bretagne Ŕ alla ricerca di nuove testimonianze dei P.G.A. stessi, o, in generale, a tutto ci˛ che si riferisce ai P.G.A.: alla loro cattura, alla vita nei campi, alla custodia dei prigionieri, agli aspetti sanitari, alla mortalitÓ, alle operazioni di sminamento al lavoro, alle tracce lasciate dai P.G.A.: quadri, dipinti, scritti, corrispondenza personale, al loro ritorno in patria, alle difficoltÓ di reinserimento, ecc.(Di converso, raccogliamo anche le stesse informazioni sui P.G. francesi e sulla Resistenza in Bretagna all’interno di un progetto identico a quello dei P.G.A)

Scrivere a: jean.paul.louvet@wanadoo.fr

 

  Il numero dei prigionieri di guerra allogeni sotto le autoritÓ francesi supera i 130.000

Contingenti importanti: Italiani(1), Austriaci(2), Polacchi, Cecoslovacchi, Iugoslavi, Ungheresi(3), Romeni 4), Russi(5), Ind¨(6)

Contingenti poco importanti: Belgi, Lussemburghesi, Olandesi, Danesi, Norvegesi, Baltici, Bulgari.

Ai quali bisogna aggiungere alcuni francesi (Alsaziani e Lorenesi)

(1) - La Francia libererÓ nel settembre 1945, 38.000 Italiani in Africa del Nord e 12.500 nel territorio metropolitano (campi di Marsiglia e di St MÚdard-en-JallŔs vicino a Bordeaux)

  • (2) - La Francia ha voluto fare un gesto di magnanimitÓ nei confronti del nuovo governo di Vienna decidendo, il 18 ottobre 1945 la liberazione dei P.G. austriaci
    • vengono in primo luogo mantenuti in detenzione le SS e gli alti membri del partito nazista; in seguito saranno restituiti con l’obbligo del loro governo di giudicarli davanti ai tribunali austriaci. VerrÓ, inoltre, autorizzato, pi¨ avanti, il rimpatrio in Austria di un certo numero di P.G. tedeschi, poi di P.G. cecoslovacchi e iugoslavi non riconosciuti dalle loro missioni, ma le cui famiglie si sono rifugiate in Austria e che il governo austriaco reclama, si propone di naturalizzarli per ricostituire il suo capitale umano consumato dalla guerra.
    • Pi¨ di 50 000 P.G. verranno cosý rimpatriati in Austria. Transiteranno per il dÚp˘t 501 di Coudray vicino a Chartres. Pochissimi austriaci sceglieranno di restare in Francia come lavoratori liberi
  • (3) – In riconoscenza dell’ospitalitÓ offerta dall’Ungheria agli 8.000 P.G. francesi evasi dalla Germania, il governo francese decise nel marzo 1946 la liberazione di 10.000 ungheresi con la facoltÓ per coloro che lo desiderassero di rimanere in Francia. Alcune centinaia di loro hanno optato per questa possibilitÓ.
  • (4) – Diverse migliaia di Romeni furono liberati a partire dal 26 ottobre 1945, dal momento che la Romania non era stata in guerra contro la Francia. Questi ultimi erano raccolti a Sedan e Givet. (800 P.G. Romeni di origine ungherese e tedesca non essendo stati riconosciuti appartenenti alla nazionalitÓ romena sono stati trattenuti nei dÚp˘ts).
  • (5) – La maggior parte dei russi erano ex prigionieri dei tedeschi.
  • (6) - Gli Indu sono stati reclutati sul fronte della Libia perchÚ erano anglofobi e antisemiti. Tra i 2570 soldati, del 950░ reggimento dislocato nella Vienne nel giugno 1944, il 59% erano ind¨. Non parlano tutti la stessa lingua: 2/3 il pendjabi o l'hindi, gli altri dei dialetti (bengali, marathi, tannil...) un terzo di loro era analfabeta.

 

1.037.000 P.G.A. sono stati in mano dei francesi

    • 740.000 ceduti dagli Americani (Lire)
    • 209.000 catturati dalle forze francesi.
    • 63.000 dislocati in Africa del Nord
    • 25.000 ceduti dai Britannici

 

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Al 1░ dicembre 1948 non restavano che 1900 P.G . Per la maggior parte lasciano il territorio francese il 7 dicembre, fatto salvo un distaccamento di Rennes che parte qualche giorno pi¨ tardi. Gli ultimi 300 P.G. detenuti in Germania vengono liberati prima del 31 dicembre.

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Fonte: Generale Buisson: Storico del servizio dei prigionieri di guerra dell’Asse 1943-1948. Archivio del Chateau de Vincennes