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Ed:03/06/05

Ricordi dei campi dei P.G.A.

 "All’alba della nascita dell’Europa, è giunto il momento di rivisitare questo periodo della nostra storia locale e di farla rivivere a partire dai racconti dei testimoni e dalle tracce che possiamo scoprire. È uno studio che si inscrive nel dovere di ricordare che è quello della nostra generazione e al quale possiamo accingerci, dopo questi periodo tormentati, in maniera obiettiva, spassionata e umana."

Che cosa serve, ai P.G.A. e ai P.G.F. raccontare il proprio passato, in maniera distinta ? Come se non si trattasse dello stesso passato, della stessa guerra, degli stessi campi, degli stessi reticolati, delle stesse torrette…

Senza dubbio le generazioni più giovani hanno la tendenza a considerare che ciò che è avvenuto prima della loro nascita sia un impaccio per la loro evoluzione.

Ma vi è, nell’insieme della Nazione, chi ha bisogno di punti di riferimento per situarsi nel presente e chi deve ricordare che non si può essere coscienti di ciò che si è e di ciò che si ha se non si è coscienti di ciò che si è stati e di ciò che si ha perduto. In sintesi, possiamo dire che l’ieri illumina il domani e che il ricordo aumenta la determinazione.

Per conoscere e comprendere il passato dell’Europa, vi è la storia scritta dagli storici che hanno fatto ricorso ai loro metodi scientifici, ma si vede bene che per essere obiettivi bisognerebbe non appartenere a nessun tempo, a nessun paese, come diceva Fénelon…

E poi, il vincitore non ha alcun interesse a scrivere dei drammi del vinto quando si tratta della guerra. E i prigionieri stanno all’ombra dei reticolati tanto da una parte come dall’altra. Non se ne parla. Numerosi archivi sono dichiarati "secretati per 60 anni", e va ancora bene quando non siano stati già distrutti.

 "Lo stato di prigioniero è il peggiore di tutti" diceva De Gaulle, PG egli stesso durante la guerra 1914/18 (Discorde chez l’ennemi Berger-Levreault) frase ricordata nel Journal du Combattant Français n° 2658 del 24 giugno 2000 in occasione della mostra "De Gaulle soldat" al Museo Jean Moulin di Parigi.

François Mitterrand, P.G. nello stalag IX A a Ziegnheim scrisse : " …trenta mila uomini che si battevano per sopravvivere.. Quando ci penso oggigiorno, faccio ancora fatica a capire, si trattava proprio di me? Ho effettivamente conosciuto tutto ciò? Le immagini resteranno per sempre scolpit nella mia memoria, spesso senza collegamento fra di loro… All’inizio era il "gangsterismo", degli uomini trasformati in bestie. Coltelli e cazzotti. Si era contenti quando si riusciva ad arraffare qualcosa da mangiare o, semplicemente, conservare il proprio orologio. E al mattino, si trovavano i morti, nella tenda o in fondo alle latrine…Non puoi immaginare a qualche livello di bassezza può scendere l’animo umano, a quali estremi può giungere la crudeltà."

Gli ultimi testimoni devono vigilare perché la storia non sia deformata né orientata. Lo sarà tanto più quanto la memoria sarà condivisa, senza compromessi né riguardi apparenti.

La fine della guerra (i P.G.A. furono gli ultimi a soffrirne) fu la fine di un incubo nel quale si realizzarono i peggiori misfatti contro l’Umanità.

Perché i PG antagonisti di ieri non dovrebbero operare insieme per una giornata europea simbolo dei valori di Libertà, di Uguaglianza e di Fratellanza che sono al centro della nostra coscienza di popoli europei e più generalmente di coloro che hanno una concezione dell’uomo come cittadino del mondo?…

Una volontà di riconciliazione

"Désarme ta vengeance

"Et te viendra la clémence

"Crie ta misère infinie

"Et puis espère à vie"

 

Disarma la tua vendetta

e sarai clemente

Grida la tua infinita miseria

e poi spera nella vita

 

Dalla fine delle ostilità dei prigionieri di diverse nazioni si sono tesi la mano al disopra delle tombe e degli odi per sostituire il passato trascorso con l’amicizia fra vari popoli. La speranza di un mondo migliore non li aveva mai abbandonati, questo è il messaggio che ci lasciano.

"Siamo contenti noi che eravamo tragicamente impotenti, da un lato e dall’altro dei reticolati, di poter trasmettere oggi, insieme, questo messaggio della memoria al servizio della Pace tra i vari popoli e della necessaria costruzione europea per preservarla."

 

Ritrovare i testimoni di questi avvenimenti

Internet ci ha permesso dio arricchire le nostre conoscenze sui campi aperti in Gran Bretagna, negli USA, in Germania, in Canada, nell’Unione Sovietica, in Australia e in Africa, ciò che ci permetterà, speriamo, di ritrovare nuovi testimoni e nuovi documenti.

"Inviamo quindi un appello per avere nuove testimonianze dei P.G.A stessi, o, in generale, di tutto ciò che si riferisce ai P.G.A., alla loro cattura, alla vita nei campi,agli aspetti sanitari, alla mortalità, alle operazioni di sminamento, al lavoro nei commandos, ai lavoratori liberi, alle tracce lasciate dai P.G.A.: quadri, dipinti, scritti, corrispondenza personale, al loro rimpatrio, alle dificoltà di reinserimnento ecc… (Di converso, raccogliamo anche le stesse informazioni sui P.G. francesi e sulla Resistenza per il nostro sito http://assoc.wanadoo.fr/bastas/pga

Cerchiamo altresì dei traduttori volontari in inglese, tedesco e italiano per aiutarci a tradurre i nostri lavori di ricerca.

 

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Noi operiamo per un umanesimo di fraternità


 

Traduttori : Bruno Bortoli